Emanuele (16) è morto nella sala feste di Crans-Montana – Blick riferisce che “non è stata effettuata alcuna autopsia”

Un recente articolo pubblicato sul quotidiano svizzero “Blick” suscita stupore a prima vista. Un ragazzo di 16 anni in buona salute perde la vita nell’incendio che ha devastato il bar “Le Constellation” il giorno di Capodanno. Le autorità rifiutano di eseguire l’autopsia. I genitori hanno ragione ad essere indignati?

L’autopsia nelle indagini penali svizzere: presupposti e valutazione del rifiuto segnalato

A. Punto di partenza: notizia riportata dai media

Blick riferisce che i genitori di una vittima di 16 anni hanno richiesto un’autopsia per chiarire le circostanze della morte, ma che la richiesta è stata respinta. L’articolo si basa, tra l’altro, sulle dichiarazioni del legale della famiglia e sottolinea che il corpo era “praticamente intatto”.

B. Basi giuridiche e competenze

Il Codice di procedura penale svizzero (CPP) disciplina le indagini sui cadaveri secondo un modello a più livelli:

1) Se vi sono indizi di morte non naturale, in particolare di reato, o se l’identità è sconosciuta, il pubblico ministero ordina innanzitutto un’ispezione legale (esame esterno del cadavere da parte di un medico specialista).

2) Se l’ispezione legale non fornisce indizi di reato e l’identità è stata chiarita, il cadavere viene rilasciato. In caso contrario, il pubblico ministero ordina il sequestro e ulteriori esami da parte di un istituto di medicina legale, se necessario l’autopsia; in questo caso il cadavere o parti di esso possono essere trattenuti per tutto il tempo necessario allo scopo dell’esame. — Può essere disposta anche l’esumazione di cadaveri già sepolti, se ciò appare necessario per chiarire un reato.

Soglia per la disposizione

“Casi di morte eccezionali” o segni di morte innaturale (ad es. morte violenta, morte per incendio) sono i fattori determinanti per l’esercizio dei poteri di intervento nell’ambito del procedimento penale. Lo scopo è chiarire il tipo di morte (causa/circostanze della morte) e, se necessario, procedere all’identificazione.

Nella pratica medico-legale si sottolinea che l’ordine di ispezione legale/autopsia viene emesso dalla procura; il consenso dei familiari non è necessario a tal fine. In casi appropriati, come alternativa meno invasiva, si può prendere in considerazione l’imaging post mortem (TC/RM) come complemento.

Ruolo dei familiari

I familiari non devono dare il loro consenso all’autopsia disposta dal procedimento penale; essi vengono regolarmente informati.

C. Criterio di legittimità di un rifiuto

Principio di indagine, necessità e proporzionalità

La procura conduce le indagini e raccoglie le prove; decide quali misure sono necessarie per chiarire i fatti. Ne consegue il dovere discrezionale di ordinare autopsie nei casi in cui, dopo un’ispezione legale, sussistano ancora indizi di reato o la causa/le circostanze della morte non possano essere chiarite in modo sufficiente senza autopsia.

Le fonti di medicina legale sottolineano che un’autopsia giudiziaria viene “di norma” disposta quando non è possibile escludere che la morte sia stata causata da un reato; essa è il mezzo principale per chiarire con certezza il tipo e la causa della morte, mentre in casi appropriati può essere integrata da immagini post mortem.

Indicazioni per incidenti di massa/incendi

In caso di incendi si verifica regolarmente una morte non naturale; l’ispezione legale è obbligatoria e, a seconda delle circostanze del caso, può essere indicata un’autopsia (ad esempio per distinguere tra avvelenamento da fumi/trauma, ricostruzione dell’evento, accertamenti tossicologici). La letteratura forense sottolinea l’importanza di un’acquisizione tempestiva delle prove e di un esame dei reperti, compresa l’autopsia, in linea con lo stato dell’arte della scienza, qualora il tipo/la causa della morte non possano essere determinati con sufficiente certezza in altro modo.

Valutazione preliminare del rifiuto segnalato

Senza conoscere gli atti non è possibile formulare un giudizio definitivo. È determinante se, dopo l’ispezione legale obbligatoria ed eventualmente l’imaging post mortem supplementare, la causa e le circostanze della morte siano state accertate con la certezza necessaria per il procedimento penale. Se ciò è il caso e non vi sono ulteriori indizi di reato o altri risultati rilevanti dal punto di vista penale, il rifiuto di un’autopsia può rientrare nella discrezionalità dovuta.

Se, invece, dopo l’ispezione legale permangono incertezze sulla causa della morte o sussiste il sospetto di circostanze rilevanti dal punto di vista penale, sarebbe regolarmente necessaria un’autopsia; la sua omissione potrebbe quindi costituire un errore di valutazione. Il fatto che i familiari descrivano anomalie (ad esempio “praticamente intatto”) aumenta in ogni caso la pressione dell’esame, ma non sostituisce la verifica della necessità ai fini del procedimento penale sulla base dei risultati oggettivi.

D. Indicazioni pratiche per l’applicazione della legge

I familiari possono sostenere, sulla base dei resoconti dei media, che in un incendio di grandi proporzioni con molteplici possibili cause di morte, un’autopsia è indicata per chiarire adeguatamente la causa del decesso e che il rifiuto deve quindi essere riesaminato. Come misura più lieve o complementare, è possibile richiedere un’immagine post mortem, laddove questa risponda alle domande aperte.

Il rapporto suggerisce che la richiesta della famiglia è rimasta senza risposta o è stata respinta; senza accesso al fascicolo, non è chiaro se siano già state effettuate un’ispezione legale completa e misure supplementari. L’accesso agli atti o una richiesta formale di riesame possono rivelare le basi decisionali della procura e, se dal punto di vista medico-legale è stata raggiunta la soglia di necessità, dare avvio a una nuova valutazione.

Imporre l’autopsia, autopsia privata e assunzione dei costi nel caso Crans-Montana

Ricorso per ordinare un’autopsia

Il rifiuto di una richiesta di prove (in questo caso: autopsia) da parte della procura è impugnabile con ricorso ai sensi del codice di procedura penale se sussiste il rischio di un danno giuridico irreparabile; in caso di rifiuto di acquisire prove, tale danno sussiste in particolare se sussiste il rischio di una perdita concreta di prove.

La giurisprudenza cita come casi tipici di minaccia di perdita di prove situazioni in cui non viene effettuata la «sezione di un cadavere»; in tali circostanze è ammesso il ricorso contro il rifiuto.

Termine di ricorso e urgenza

Il termine di ricorso è di 10 giorni dalla notifica della decisione della procura; nei casi di notifica postale si applicano le finzioni di notifica specifiche del CPP. Ciò richiede un’azione rapida (compresa la richiesta di conservazione preventiva dell’oggetto della prova).

Criterio di valutazione dell’autorità di ricorso

È determinante se, senza autopsia, sussista un pericolo concreto di perdita di prove rilevanti dal punto di vista giuridico e se siano sufficienti mezzi meno invasivi (ad es. imaging post mortem). In caso di incendi con meccanismi di morte poco chiari, il pericolo di perdita di prove deve essere regolarmente dimostrato; il ricorso deve essere orientato in tal senso.

Risultato: il rimedio giuridico più appropriato ed efficace è il ricorso entro i termini contro il rifiuto dell’autopsia, con una motivazione dettagliata del rischio di perdita delle prove e della necessità processuale di un’autopsia giudiziaria.

Autopsia finanziata privatamente (autopsia privata)

Durante la fase del procedimento penale, il cadavere è oggetto di prova; gli interventi richiedono fondamentalmente l’autorizzazione dell’autorità penale competente. La possibilità per i familiari di far eseguire un’autopsia privata dipende quindi dall’autorizzazione e dalle condizioni imposte dalla procura; senza autorizzazione, ciò è generalmente escluso. A tal fine, occorre chiarire caso per caso con la direzione del procedimento se e in quale misura sia ammessa un’indagine privata. (Nota: nelle fonti qui valutate non vi sono riferimenti specifici della Corte Suprema sull’ammissibilità dell’autopsia privata nel procedimento penale in corso; riferimento pratico dal diritto processuale generale).

Valore probatorio: i risultati delle perizie private sono considerati argomentazioni delle parti e non hanno lo stesso valore di una perizia medico-legale disposta dall’autorità; possono tuttavia essere presi in considerazione nella valutazione delle prove.

Risultato: un’autopsia privata è possibile, se mai, solo dopo il rilascio della salma e nel rispetto delle disposizioni delle autorità penali; il suo valore probatorio è limitato, motivo per cui si dovrebbe perseguire in primo luogo l’ordinanza di un’autopsia ufficiale tramite ricorso.

Costi, rimborso spese e regresso

Rimborso spese nel procedimento penale (nei confronti delle persone accusate)

La parte civile vincente può ottenere un risarcimento per le spese necessarie sostenute nel procedimento (art. 433 CPP); ciò riguarda tipicamente le spese legali, ma in casi appropriati può comprendere anche le spese peritali pertinenti, purché fossero necessarie per l’azione legale.

In caso di più imputati, è ammessa una ripartizione proporzionale del risarcimento in base alla ripartizione delle spese.

Conseguenza: i costi di un’autopsia richiesta da privati sarebbero rimborsabili solo se (i) i genitori avessero la meglio come parte civile e (ii) il tribunale qualificasse l’autopsia come necessaria e pertinente per il perseguimento legale. Si tratta di una valutazione rigorosa e specifica per ciascun caso; non esiste un automatismo.

Regresso contro il Comune di Crans-Montana

Un regresso contro il Comune non rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 433 CPP (che riguarda l’imputato), ma sarebbe soggetto, se del caso, al diritto pubblico in materia di responsabilità (diritto cantonale in materia di responsabilità) e dovrebbe essere esaminato al di fuori del regime di indennizzo previsto dal processo penale. A questo proposito, le decisioni valutate non contengono prove dirette; la richiesta è stata presentata in linea di principio in un procedimento separato in materia di responsabilità civile (non nell’ambito dell’art. 433 CPP).

Raccomandazioni pratiche

Per i familiari interessati sono possibili le seguenti misure immediate

Presentazione di un ricorso con termine contro il rifiuto dell’autopsia; motivazione con minaccia di perdita di prove (in particolare sepoltura/cremazione imminente) e spiegazione del motivo per cui le misure alternative non sono sufficienti. Richiesta di un’ordinanza cautelare per l’autopsia e la conservazione del cadavere fino alla decisione.

Strategia parallela

Se l’autorità di ricorso non decide in tempo, richiedere anche misure superprovvisorie per impedire cambiamenti irreversibili (ad es. cremazione) fino alla decisione (motivazione: perdita di prove).

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